Pubblicazioni commerciali

Gen 26, 2026

Tariffe, materie prime e rischi: Considerazioni economiche per i produttori di alimenti nel 2026

Questo articolo sostiene che il 2026 sarà un anno di incertezza gestita piuttosto che di crisi o di boom per i produttori alimentari. Si prevede che i tassi d’interesse si attenueranno leggermente, ma rimarranno strutturalmente più alti rispetto all’era pre-COVID, il che significa che il capitale richiederà ancora disciplina e una forte giustificazione. I costi delle materie prime possono stabilizzarsi o ammorbidirsi in alcune categorie, ma la volatilità persisterà a causa delle condizioni meteorologiche, della geopolitica e dei vincoli di approvvigionamento, rendendo la prevedibilità e la gestione del rischio più importanti della ricerca di un alleggerimento dei prezzi a breve termine. Si prevede che il comportamento dei consumatori rimanga incentrato sul valore, limitando il potere di determinazione dei prezzi anche se i costi di input e conformità continuano a salire.

Piuttosto che scommettere su un singolo risultato economico, l’articolo sottolinea la pianificazione basata sullo scenario: costruire budget di base conservativi, testare casi al ribasso e al rialzo e proteggere gli investimenti che migliorano la resilienza (automazione, continuità dell’offerta, sistemi di qualità). L’incertezza commerciale, la forza lavoro, le normative sugli imballaggi e i rischi emergenti di conformità ambientale (come le regole PFAS e EPR) sono inquadrati come costi strutturali che i produttori devono pianificare. Nel complesso, il successo nel 2026 deriverà da un’esecuzione disciplinata, un approvvigionamento flessibile e un processo decisionale consapevole del rischio, non dall’attesa che le condizioni economiche si “normalizzino”.

Leggi l’articolo completo qui.

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